Eni dichiara l’estraneità di amministratori e dirigenti dalle vicende indagate sulle attività di Saipem in Algeria

In merito all’inchiesta giudiziaria della Procura della Repubblica di Milano che coinvolge Saipem per attività in Algeria, Eni prende atto che la Procura ha esteso le indagini anche nei confronti di Eni e del suo Amministratore Delegato Paolo Scaroni. Eni e il suo Amministratore Delegato Paolo Scaroni si dichiarano totalmente estranei alle vicende oggetto di indagine.

Già a fine novembre 2012, alla notizia dell’indagine per asserita corruzione internazionale in relazione a progetti di Saipem in Algeria, Eni si è immediatamente attivata raccomandando alla propria controllata Saipem, nel rispetto della sua autonomia in quanto società quotata, di mettere in atto tutte le più’ opportune azioni di verifica interna, di cooperazione con la magistratura e di discontinuità organizzative e gestionali, che hanno portato alle dimissioni e licenziamento di diversi ruoli apicali di Saipem coinvolti nelle attività oggetto di indagine. Eni ha inoltre direttamente fornito, e continuerà a fornire la massima cooperazione alla magistratura.

Eni, indirizzo deciso su fonti rinnovabili e sostenibilità ambientale

Le fonti di energia rinnovabili stanno vivendo una stagione di grande sviluppo a livello mondiale. Rientrano in questa categoria le energie eoliche, fotovoltaiche e l’energia solare termica. Oltre ad essere fonti di energia inesauribile, sono soprattutto fonti non nocive per l’ambiente, in quanto la loro produzione non determina né diffusione di gas serra, né di scorie inquinanti da dover smaltire.

La domanda internazionale e la liberalizzazione sempre maggiore dei mercati hanno fatto si che anche le tecnologie per la loro promozione e la richiesta di una diffusione su larga scala venissero incentivate. Tra le fonti rinnovabili, certo, alcune possono già contare su tecnologie mature o comunque collaudate – l’idroelettrico, le biomasse, l’eolico e il solare termico – mentre altre devono essere ancora sviluppate o migliorate – il fotovoltaico – con l’aiuto e il supporto delle grandi realtà energetiche.

Si punta, in ogni caso, a un aumento del loro utilizzo, sia per motivi ambientali, sia perché, nel quadro della crescente domanda di energia a livello mondiale, le fonti rinnovabili costituiranno delle risorse irrinunciabili quando gli approvvigionamenti fossili andranno incontro a un forzato declino quantitativo.

Gli obiettivi sostenibili a cui Eni punta riguardano proprio la produzione di energia elettrica “naturale” e la diminuzione dell’impatto ambientale. A tal proposito Eni ha aderito al Global Compact con lo scopo di salvaguardare la sostenibilità sociale ed ambientale dei processi di crescita economica, affermare un insieme di regole basilari di comportamento etico-morali da parte delle imprese e fungere da catalizzatore per le azioni a sostegno delle iniziative delle Nazioni Unite. Inoltre, tramite gli investimenti e gli studi sulla tecnologia delle risorse rinnovabili, Eni mirerà a ridurre, nei prossimi anni, l’impatto locale delle attività migliorando le performance ambientali e attuando interventi di recupero e riutilizzo delle proprie risorse energetiche.

Incontro di lavoro tra Asif Ali Zardari e Paolo Scaroni

Il Presidente del Pakistan, Asif Ali Zardari, e l’Amministratore Delegato di Eni, Paolo Scaroni, si sono incontrati a Karachi per fare il punto sullo sviluppo delle attività e sui progetti di Eni nel Paese.

Durante l’incontro sono stati condivisi i possibili ulteriori sviluppi della partnership strategica tra la compagnia e il Governo del Pakistan nel settore degli idrocarburi, nel quale Eni sta mettendo a disposizione il proprio know how e le proprie tecnologie innovative. Prima dell’incontro, l’AD di Eni si è recato a Islamabad dove ha incontrato il Ministro del Petrolio e delle Risorse Naturali del Pakistan, Asim Hussain.

Eni è presente nell’upstream del Pakistan dal 2000 e oggi è la più importante compagnia petrolifera internazionale operante nel Paese. La produzione equity attuale è di circa 58 mila barili al giorno, prevalentemente a gas, e rappresenta circa il 10% della produzione totale del Pakistan. Nell’ambito della partnership Eni sta portando avanti nelle aree in cui svolge proprie attività un programma di supporto sociale alle comunità locali, che include progetti scolastici e socio-sanitari, lo sviluppo di reti idriche, la promozione della sicurezza alimentare e corsi di informatica.

Lubrificanti auto, l’impegno annuale di Eni in ricerca ed innovazione

Riduzione degli sprechi energetici, differenziazione dei rifiuti, riciclo dei materiali non biodegradabili: ormai sappiamo tutti che un approccio ecologico efficace deve necessariamente investire il numero più ampio possibile dei nostri comportamenti quotidiani. Ma si può fare prevenzione e tutela dell’ambiente anche a partire dai lubrificanti auto? La risposta è sì: è ripartita da febbraio la campagna educativa itinerante “CircOLIamo”, promossa dal COOU, Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati. Il tour toccherà diverse regioni italiane, ed è incentrato sulla prevenzione dei rischi che un cattivo utilizzo degli oli lubrificanti può comportare. I lubrificanti auto usati sono infatti rifiuti potenzialmente pericolosi per l’ambiente e per la salute; la buona notizia è che nel 2011 il consorzio ha raccolto oltre il 95 per cento degli oli usati, facendo dell’Italia il paese più virtuoso d’Europa in questo settore.

Un impegno, quello a favore della sostenibilità dei lubrificanti, che riguarda anche le aziende produttrici. Ad esempio, da diversi anni, Eni è impegnata in prima fila nella ricerca e nello sviluppo di prodotti d’avanguardia per il settore trasporti e innovazioni che consentano non solo di ottimizzare l’efficienza dei motori, ma anche di ridurre in maniera significativa le emissioni nocive. A fronte di normative sempre più rigorose e serrate, Eni si è posta l’obiettivo di anticipare i risultati attesi, offrendo sul mercato lubrificanti auto di elevata qualità ambientale. Grazie alla ricerca e allo sviluppo tecnologico, infatti, Eni è arrivata a produrre lubrificanti auto che riducono gli interventi di riparazione e consentono una riduzione dei consumi di carburante. Prodotti adatti per auto di piccola e media cilindrata, berline, auto sportive, con motori a benzina o diesel, che assicurano completa affidabilità in ogni condizione di utilizzo.

I lubrificanti i-Sint di Eni, ad esempio, sono studiati per motori di ultima generazione, su automobili di ogni genere, a carburazione benzina o diesel. I prodotti appartenenti a questa famiglia sono particolarmente adatti alle vetture che montano il filtro antiparticolato (prodotti fuel economy e Mid-SAPS); la linea i-Sint tech è dedicata invece a clienti che cercano un prodotto di qualità eccellente, in grado di soddisfare esigenze specifiche di alcune delle più importanti case costruttrici di autovetture.

Eni Award: assegnati i riconoscimenti per l’edizione 2012

Eni rende noti i nomi dei ricercatori e scienziati premiati nella quinta edizione di Eni Award, il premio istituito nel 2007 e divenuto nel corso degli anni un punto di riferimento a livello internazionale per la ricerca nei campi dell’energia e dell’ambiente. Eni Award ha lo scopo di sviluppare un migliore utilizzo delle fonti energetiche e valorizzare le nuove generazioni di ricercatori, a testimonianza dell’importanza assegnata da Eni alla ricerca scientifica e ai temi della sostenibilità.

In particolare, il Premio “Nuove frontiere degli idrocarburi” è stato assegnato, per la sezione upstream, a Fabio Rocca, professore emerito di Telecomunicazioni presso il Politecnico di Milano e ad Alessandro Ferretti, Amministratore Delegato di “Tele-Rilevamento Europa” (TRE) – spin-off del Politecnico di Milano – per lo sviluppo di un nuovo algoritmo di elaborazione di dati provenienti da sistemi di rilevamento satellitare, che, combinati con tutte le altre informazioni che si raccolgono normalmente durante la coltivazione dei giacimenti, possono riuscire a migliorarne lo sfruttamento, individuando le aree più promettenti per eventuali operazioni di ottimizzazione, permettendo di ottenere più idrocarburi a parità di interventi, sempre nel più assoluto rispetto della sicurezza e protezione dell’ambiente.

Per la sezione downstream lo stesso premio è stato assegnato a Enrique Iglesia, Professore di Ingegneria Chimica presso la Università di California a Berkeley, per lo sviluppo di catalizzatori per la sintesi di idrocarburi in grado di migliorare l’efficienza dei processi, riducendo gli scarti e la richiesta energetica. Quindi, migliore sfruttamento delle risorse, con minore consumo di energia e minore impatto ambientale dell’intero processo. Tra i principali interessi di Iglesia vi sono le reazioni di attivazione del metano e di semplici molecole da esso derivate per dare prodotti liquidi utilizzabili come materie prime per la produzione di carburanti, lubrificanti e polimeri a partire non solo dal petrolio, ma anche dal gas naturale, dalle biomasse e dal carbone.

Il Premio “Energie rinnovabili e non convenzionali” è stato conferito a Harry A. Atwater – professore di Fisica Applicata e Scienza dei Materiali presso il California Institute of Technology – e Albert Polman – Direttore e Scientific Group Leader del FOM Institute AMOLF di Amsterdam – che insieme hanno realizzato celle solari ultrasottili di nuova generazione, di maggiore efficienza e ridotti costi di realizzazione, che aprono nuove prospettive allo sviluppo di tecnologie basate sull’energia solare.

Barbara Sherwood Lollar, titolare della cattedra di Geologia presso l’University of Toronto si è aggiudicata il Premio “Protezione dell’ambiente” per la messa a punto di tecniche che attraverso il monitoraggio della presenza e quantità di isotopi stabili di carbonio in acque sotterranee, sono in grado di rilevarne il grado di inquinamento e indicare l’efficacia della biodegradazione in-situ ad opera di microorganismi.

I due Premi “Debutto nella ricerca”, riservati a ricercatori under 30, sono stati assegnati a Silvia Comba e Jijeesh Ravi Nair, entrambi del Politecnico di Torino. Silvia Comba ha sviluppato una tesi di dottorato sulla depurazione delle falde acquifere contaminate per mezzo di una tecnica innovativa basata sull’utilizzo di nano e micro-particelle di ferro. Nella sua tesi Jijeesh Ravi Nair ha sviluppato una metodologia per la preparazione di membrane elettrolitiche per batterie al litio in grado di fornire energia elettrica in modo efficiente e rispettoso dell’ambiente.

La Commissione scientifica di Eni Award è composta da 24 membri tra cui i due Premi Nobel Harold Kroto e Robert Richardson, rettori di università, ricercatori e scienziati espressione dei più importanti centri di studio e ricerca a livello mondiale. Gli Eni Award saranno consegnati il 15 giugno prossimo al Quirinale alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, contestualmente ai riconoscimenti all’Innovazione Eni conferiti a tre team di ricerca interni che si sono particolarmente distinti per il livello di innovazione e di rilevanza per il business dei risultati ottenuti.