Berlusconi: Mezzogiorno problema di tutta l’Italia

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Nella foto Silvio Berlusconi

Il sud è un problema nazionale“. Queste le parole del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, durante l’apertura del tavolo tra il governo e le parti sociali sul piano per provare a rilanciare il Sud, in vista del documento che verrà portato domani al CDM.

Il Premier ha poi ribadito: “Concentriamo i fondi su iniziative strategiche per non disperderli in mille rivoli. Ci apprestiamo a provvedimenti sostanziali per il Mezzogiorno“.

Il ministro per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto al tavolo a Palazzo Chigi ha dichiarato: “Domani al consiglio dei ministri arriveranno due decreti in attuazione del Piano nazionale per il Sud“.

Si tratta, secondo quanto riportano diverse indiscrezioni, di un decreto ministeriale e di un decreto legislativo.

Premier chiede appoggio esterno all’UDC

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Nella foto il premier Berlusconi

Oggi il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha pubblicamente chiesto un sostegno ad alcuni deputati dell’UDC, chiedendo l’appoggio esterno, per responsabilità nazionale.

Il Premier ha poi rivolto un appello a tutte le forze in campo un maggiore senso di responsabilità nei confronti dell’Italia: “Ciascuno dovrebbe restare fedele al voto ricevuto. L’Italia ha bisogno di tutto, fuorché di qualcosa che non sia stabilità di governo“.

Nella odierna conferenza stampa, il Presidente del Consiglio si è dichiarato comunque fiducioso che il governo da lui presieduto otterrà la fiducia di entrambi i rami del Parlamento il 14 dicembre, ma nel caso in cui la maggioranza non ci fosse o fosse risicata per portare avanti il programma rimetterà il mandato nelle mani del del Presidente della Repubblica per andare subito al voto.

Fli, Granata: “Quale colpo d’arresto? Votiamo la sfiducia.”

ROMA – Al vociare che dava la coalizione finiana insicura per quanto riguarda il voto di sfiducia al governo, Fabio Granata, delegato Fli, ribatte: “quale retromarcia? Il tentativo di garantirsi una maggioranza numerica da parte del governo è ridicolo, se si continua su questi toni non ci sono dubbi, voteremo la sfiducia. Non si tiene conto della questione politica, non bastano i numeri, ci vuole coalizione.”

Smentite da più direzioni le notizie di una spaccatura all’interno della coalizione di recente dissociatasi dal governo Berlusconi. Giuseppe Consolo, deputato Fli: “Non è per senso del dovere che seguo le indicazioni di Fini, ma per convinzione.” Roberto Menia, ex sottosegretario all’ambiente: “Fli resta intatta, non ho voglia di votare la sfiducia, ma lo farò se lo farà il partito. Mi auguro ancora che si possa ragionare.”

Il videomessaggio di Gianfranco Fini diffuso nei giorni scorsi non era una battuta d’arresto, sempre secondo Granata, ma un tentativo di spronare Berlusconi a ragionare. Il governo così com’è non può più andare avanti, occorre un colpo di spugna.

Ora tocca a Fini confermare o smentire. GGD.

Berlusconi: “Crisi? Iattura”

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Nella foto il Premier Berlusconi

Il premier Berlusconi, finita la cerimonia di consegna delle onorificenze ai Cavalieri del lavoro al Quirinale, ha parlato con i giornalisti circa la possibilità di un Berlusconi bis, ipotesi ventilata negli ultimi tempi. Queste le parole del Presidente del Consiglio: “Se ci sara’ la fiducia andremo avanti a lavorare, se non ci sara’ la fiducia andremo al voto. Non credo ci si possa arrivare – afferma il premier - abbiamo bisogno di un Governosolido e non possiamo contare su chi non garantisce il massimo di lealta’ al programma approvato dagli elettori“.

Per il Premier, l’ipotesi di una crisi di governo sarebbe una iattura assoluta ed un atto di irresponsabilità che “sino a poco tempo fa era il più solido e meglio piazzato in Europa, si diceva avesse 100 deputati di maggioranza, mentre poi erano 64, e con un premier primo in Europa per la considerazione dei cittadini“.

Fli: “Dimissioni irrevocabili”

ROMA – Il coordinatore di Futuro e Libertà, Alfonso Urso, ha annunciato stamattina ai microfoni di SkyTg24 la consegna, entro le 13 di questo pomeriggio, delle dimissioni dal governo degli esponenti del neonato partito di corrente finiana.

Sono quattro le lettere che verranno presentate oggi, oltre a quella dello stesso Urso ci saranno infatti anche quelle del ministro Andrea Ronchi e dei due sottosegretari Buonfiglio e Menia. Poche righe asciutte, per spiegare una separazione ritenuta ormai necessaria da molti esponenti del centrodestra. Una nuova coalizione di centrodestra, che si rifaccia ai valori del popolarismo europeo, è quella invocata da Urso, che apre però, laddove occorra una maggioranza forte per produrre una riforma elettorale e condurre il paese al bipolarismo, ad un governo con la sinistra.

Un ennesimo colpo dunque ad un governo Berlusconi già profondamente colpito dagli ultimi scandali. Un ennesimo colpo per quella che sembra essere una fine certa, ma della quale ancora non si delineano chiaramente i profili. GGD