Pubblicato da Redazione il 28 maggio 2013 in
Libri
Quella delle Figlie di San Paolo, meglio note come suore Paoline, è una delle congreghe religiose più conosciute al mondo, in particolar modo per il concreto impegno evangelico, portato avanti attraverso l’uso dei più moderni mezzi di comunicazione sociale.
Fondate da Don Giacomo Alberione nel 1915 grazie all’apporto fondamentale di Teresa Merl, le suore Paoline sono oggi presenti in oltre 50 nazioni del mondo, divise tra i 5 continenti. La Congregazione di donne consacrate a Dio prende il nome e si ispira alla figura cristiana dell’apostolo Paolo, famoso per le sue epistole e quindi da sempre simbolo di comunicazione. Attraverso le loro iniziative ed attività editoriali, le Paoline mirano a portare il Vangelo nella cultura della comunicazione sociale, dove i mezzi di comunicazione non rappresentano un semplice supporto, ma una vera e propria forma di predicazione, che permette di raggiungere le masse lontane dalle parrocchie.
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Pubblicato da Redazione il 8 aprile 2013 in
Libri
Madre Teresa di Calcutta. La mia Vita, o Le preghiere di Madre Teresa o, ancora, I messaggi di Madre Teresa, quanti sono oggi i libri Madre Teresa di Calcutta che ci raccontano di una delle figure più caritatevoli mai esistite.
Al secolo Anjeze Gonxhe Bojaxhiu, fondatrice delle Missionarie della Carità, Nobel per la Pace e suora resa beata da Papa Giovanni Paolo II per deroga speciale a soli due anni dalla sua scomparsa (e non cinque come stabilito dal diritto ecclesiastico), Madre Teresa di Calcutta rappresenta una delle icone religiose più amate del secolo scorso da cristiani e non, fedeli e non.
La scelta di inseguire quella che lei chiamerà “una vocazione dentro la vocazione”, la decisione di mettere da parte gli impegni dell’Ordine di Loreto, a cui apparteneva sin da ragazza, per fondare una congregazione di suore indiane dedicata solo “ai più poveri dei poveri” ed ascoltare il grido degli ultimi, ecco la grandezza spirituale, la profondità mistica e soprattutto il coraggio di Madre Teresa.
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Pubblicato da Redazione il 26 marzo 2013 in
Libri
E’ fuor di dubbio che la decisione dell’ex Papa, così come d’altronde dell’intero suo pontificato, sarà oggetto di dibattiti e discussioni per molto tempo. La sua vita, dall’infanzia, agli studi, all’elezione a Romano Pontefice, così come la scelta del nome pontificale e il perché di tutte le decisioni (di riforma, di lotta, d’insegnamento) che ne hanno caratterizzato gli anni di pontificato sono racchiusi nei suoi testi e nei libri Benedetto xvi pubblicati negli anni.
Alcuni strettamente autobiografici come “La mia vita. Autobiografia”, altri più legati al mondo della fede e alla riflessione cristiana “Al cuore della fede. Il mio cristianesimo”, altri ancora che coinvolgono il tema, ancora caldo, della rinuncia e del ringraziamento come “La mia eredità spirituale” o “L’eredità dell’amore”.
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Pubblicato da Redazione il 6 marzo 2013 in
Libri
Al cuore della fede. Il mio cristianesimo è l’ultimo libro di papa Benedetto XVI, Joseph Ratzinger, ormai romano pontefice emerito o soltanto papa emerito dopo le recenti decisioni di rinuncia al pontificato.
Il libro Al cuore della fede in uscita in questi giorni è un’accurata riflessione di Benedetto XVI sul tema sensibile e delicato della fede. Che cos’è dunque la fede? Come la fede può assistere le prospettive di vita dell’uomo moderno? E la conferma di un “uomo solo nell’alveo del progresso e del futuro” assume significati ancora più rilevanti se confrontati alle recenti vicende del papa e alla scelta di rinuncia al ministero petrino. Lo stesso papa che nel comunicare la sua dolorosa ma convinta decisione parlava ai fedeli di un “mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede”.
La fede quindi sembrerebbe un baluardo di speranza, un riparo di sicurezza e certezza dai cambiamenti repentini e dai dubbi dell’era moderna, una promessa di un qualcosa di immutabile quando tutto ciò che è tradizione e passato viene superato, rinnovato, modificato.
Al cuore della fede, scrive Benedetto XVI, si arriva nel rapporto tra l’uomo e Gesù, e il senso del mondo ci deriva necessariamente da questo incontro personale. E’ il fondamento spirituale che nasce da questo incontro a donare la certezza di “un amore indistruttibile, che non solo aspira all’eternità, ma ce la dona” e che allontana la “vera e totale solitudine, quello stato spaventoso che il teologo chiama inferno”.
Al cuore delle fede. Il mio cristianesimo è uno dei più attenti lasciti spirituali di Benedetto XVI, una riflessione teologica sulla fede al giorno d’oggi, una fede in Dio e la Chiesa che necessita di meditazione e cerca risposte concrete.
Pubblicato da Redazione il 5 dicembre 2012 in
Libri
Nel nome del Figlio. Natività, fughe e passioni nell’arte, il nuovo libro del ferrarese Vittorio Sgarbi è in vendita nello store online del Gruppo San Paolo. Vittorio Sgarbi, personaggio tv ed opinionista, politico, scrittore, torna alla pubblicazione e torna da critico ed osservatore dell’arte e di tutto ciò che è raffigurazione, iconografia, rappresentazione.
Nel nome del Figlio. Natività, fughe e passioni nell’arte, edito da Bompiani, è un saggio critico sul rapporto duale Cristo-Padre, soprattutto sulle necessità della figura del Figlio nella storia del Cristianesimo, nella storia umana e dell’arte.
Vittorio Sgarbi nel suo testo sottolinea come “…la più grande rivoluzione compiuta nella storia dell’uomo sia legata al nome di un Figlio”. Ed ancora: “Dio ha creato il mondo, ma suo Figlio lo ha salvato.” Una simile constatazione ritrova, quindi, giustificazione nell’arte e nel suo compiersi: “I più grandi capolavori nella storia dell’arte hanno protagonista il Cristo, mentre il Padre si affaccia dall’alto benedicente, quando si manifesta. Pensiamo al ‘Giudizio universale’ di Michelangelo con il Cristo giudicante che alza la mano per indicare il destino dei buoni e dei cattivi. Pensiamo al ‘Battesimo di Cristo’ di Giovanni Bellini nella chiesa di Santa Corona a Vicenza: il Figlio è protagonista e, in alto, il Padre osserva. Pensiamo al ‘Giudizio universale’ di Pietro Cavallini nella chiesa di Santa Cecilia a Roma con l’umanissimo Cristo che ci osserva garantendoci speranza e salvezza. Così come i Cristi pantocratori di Monreale e di Cefalo. Il Padre eterno è rappresentato e irrappresentabile. E. Non fa. E questo ne limita la rappresentazione. Appare essenzialmente nel momento della creazione di Adamo e di Eva, a partire dai bassorilievi di Wiligelmo. Poi si vede poco, occhieggia qua e là; ma il Cristo domina. Ed è il Figlio cui il Padre ha delegato il destino dell’uomo. Nel nome del Figlio si cambia il mondo”. Nel nome del Figlio. Natività, fughe e passioni nell’arte, l’ultimo libro di Vittorio Sgarbi ripercorre la simbologia del Figlio nelle opere e nell’arte, ne analizza il giusto valore, ne svela l’essenzialità.