Pubblicato da Redazione il 17 maggio 2013 in
Economia
La crisi economica dell’ultimo periodo obbliga sempre più le famiglie italiane a richiedere prestiti personali agli istituti o alle società finanziarie. Il prestito, d’altronde, è l’espediente più utilizzato, dalle coppie, da giovani ed anziane, per ottenere più liquidità e far fronte, così, alle spese quotidiane. Ma sono anche e soprattutto i progetti di vita, quelli davvero importanti, che rappresentano le motivazioni maggiori per una richiesta di prestito.
Prestiti per far fronte alle spese del matrimonio, ad esempio, è questa l’esigenza che registra più domande di finanziamento nell’ultimo periodo. E a farne richiesta sono per lo più le persone anziane, costrette a reclamare convenienti formule di prestiti ai pensionati perché intenzionati ad organizzare le nozze dei propri figli.
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Pubblicato da Redazione il 23 aprile 2013 in
Economia
Quali sono le discipline che governano i prestiti ai dipendenti? Lo strumento più noto di accesso al prestito per i dipendenti è la cessione del quinto dello stipendio, ad oggi un meccanismo di finanziamento tutelato come diritto per tutte le categorie di dipendenti (pubblici e privati) e per i pensionati. Le ultime disposizioni di legge, infatti, prevedevano che un’azienda poteva, a suo giudizio, concedere o meno la possibilità di ottenere un prestito tramite cessione del quinto dello stipendio ad un proprio dipendente; ora questa tipologia di finanziamento è diventata, invece, un diritto per tutti i lavoratori.
La finanziaria del 2005 ha apportato alcune importanti modifiche alla disciplina originaria della cessione del quinto, le principali delle quali riguardano la possibilità di ottenere il prestito con una maggiore facilità rispetto al passato e di poterlo, poi, estendere a tutte le categorie. La cessione del quinto dello stipendio è un finanziamento che prevede il rimborso del prestito mediante una trattenuta (rata mensile) sulla busta paga del dipendente; tale rata è un quinto del reddito mensile che il lavoratore percepisce, e consente al lavoratore la possibilità di poter comunque contare mensilmente sui 4/5 del proprio stipendio.
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Pubblicato da Redazione il 12 aprile 2013 in
Economia
Necessità di disporre di più risorse o di poter contare su una liquidità cha possa garantirti una maggiore serenità? Destinatari di un finanziamento o di un prestito sono solitamente i dipendenti, anche se il prodotto finanziario della cessione del quinto introduce la concessione dei prestiti ai pensionati pubblici e privati.
Le modalità di rimborso del finanziamento sono simili per entrambe le categorie: il pagamento di una rata mensile e costante versata direttamente dal datore di lavoro, nel caso del dipendente pubblico e privato, o dall’ente di riferimento nel caso dei pensionati inps ed Inpdap. L’importo massimo erogabile viene definito caso per caso ed i fattori di valutazione riguardano sia l’esigenze del richiedente che la sua retribuzione netta, ovvero l’effettiva disponibilità economica. La durata del finanziamento, allo stesso modo, è da definire in base all’importo richiesto e all’ammontare della rata da poter sostenere mensilmente. La durata di solito varia tra i 24 e i 120 mesi (2-10 anni) mentre il tasso di finanziamento è fisso e non cambia durante l’intero periodo del rapporto.
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Pubblicato da Redazione il 22 marzo 2013 in
Economia
Non solo i dipendenti pubblici, ma anche quelli privati possono usufruire della cessione del quinto. La cessione del quinto dipendenti privati è una particolare tipologia di prestito personale. Se solitamente un prestito, come ad esempio il mutuo, viene ripagato attraverso l’addebito di rate mensili sul proprio conto corrente bancario, nel caso della cessione del quinto il prestito viene estinto attraverso la cessione – appunto – di una quota del proprio stipendio mensile. Di norma, questa quota non può oltrepassare il 20% dello stipendio del dipendente al netto delle trattenute, e la gestione è delegata al proprio datore di lavoro.
La cessione del quinto dipendenti privati è stata introdotta solo nel 2005, anno in cui lo scenario dei soggetti idonei è stato esteso fino a comprendere anche i pensionati. Prima di allora, l’istituto della cessione del quinto era disponibile per i soli dipendenti pubblici.
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Pubblicato da Redazione il 15 marzo 2013 in
Economia
Grazie alle modifiche normative introdotte dal decreto legge nel marzo 2005 anche i dipendenti privati hanno la possibilità di accedere al prestito con cessione del quinto del proprio stipendio. Fino ad allora la possibilità di utilizzare la cessione del quinto come forma di finanziamento con rimborso in busta paga era solo un beneficio dei dipendenti pubblici. Sempre dal 2005 le modifiche normative al testo unico hanno previsto l’accesso al credito anche ai pensionati che possono, così, alla stregua dei dipendenti privati e pubblici, richiedere un prestito e ripagarlo mediante formula di rimborso dalla pensione ricevuta.
La cessione del quinto diventa così una valida alternativa di prestito per garantire a tutti nuova liquidità ad un tasso agevolato. Oltre al tasso fisso previsto dalla pratica di cessione del quinto, altri vantaggi riguardano l’importo della rata predeterminata e costante per tutta la durata del finanziamento, il rimborso diretto in busta paga o pensione, la possibilità di richiedere un prestito senza la necessità di presentare garanzie accessorie. Data la particolarità del prodotto, però, la concessione del prestito ai dipendenti privati è successiva alla presenza comprovata, da parte della società che elargisce il prestito, di alcuni requisiti fondamentali, legati essenzialmente alla propria persona o alla propria posizione lavorativa. Tra questi l’assunzione del richiedente con contratto a tempo indeterminato, l’esistenza di un minimo di anzianità di servizio già maturato, l’assolvimento degli obblighi di leva, la mancata sospensione dal lavoro, ancora, la sana costituzione fisica o comunque il non essere in stato di malattia, aspettativa o gravidanza. Per i pensionati, invece, è sufficiente essere titolari di una pensione (di anzianità, vecchiaia, invalidità), che verrà comunque analizzata in sede di consulenza prima di decidere per l’approvazione di un prestito in forma di cessione del quinto.